Parma! Qualche curiosità che forse non conoscevi!


Il Battistero


Una delle bellezze di Parma, famosa in tutto il mondo, è sicuramente il Battistero. Di forma ottagonale, a simboleggiare l'eternità, e il passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena, a loro volta simboleggiate dal quadrato e dal cerchio, è opera di Benedetto Antelami, architetto del XII secolo. I tre portali sono, quello principale, a nord su Piazza Duomo, chiamato il Portale della Vergine, ad ovest il Portale del Redentore, ed il Portale del Battista, da cui entravano i catecumeni per essere ammessi al Sacramento del Battesimo. La leggenda racconta che il Diavolo, informato di un edificio di rara bellezza, sia corso a vederlo, e rendendosi conto che non avrebbe mai potuto competere, lo prese a calci, senza tuttavia scalfirlo, ma lasciando sulla parte est, che non è quasi mai al sole, la sua impronta.


La Basilica della Steccata


Nel luogo dove fu costruita la Basilica della Steccata, esisteva in origine un oratorio, sede di una Confraternita intitolata alla Vergine Annunciata, che si occupava delle doti matrimoniali delle ragazze povere in età da marito. Sulla facciata dell'Oratorio venne realizzata un effigie di una Madonna intenta ad allattare, che divenne ben presto oggetto di culto e pellegrinaggio da parte dei parmigiani, per questo motivo si rese necessario, per regolarne il flusso, erigere una palizzata, uno "steccato" appunto.  A protezione della Sacra immagine,   fu quindi deciso di erigere nel 1521, un Santuario dedicato alla "Madonna della Steccata". 


Piazza Ghiaia


La Piazza del mercato di Parma, Piazza Ghiaia, è storicamente dedicata ad esso, fino dal Medioevo. Il nome le deriva da un importante piena del torrente Parma, che irrompendo ad Ovest (l'attuale Oltretorrente), depositò detriti ghiaiosi e deviò il suo corso di un centinaio di metri, coprendo il Ponte Romano (tuttora visibile)  e creando due zone chiamate Giara Piccola (la zona di Via Romagnosi) e Giara Grande (Piazza Ghiaia). Fu la Duchessa Maria Luigia ad adibirla stabilmente a mercato di bestiame e macello, facendo costruire le Beccherie, in seguito demolite durante il fascismo. 


Il Castello di Torrechiara


Con la sua Camera d'Oro, che celebra la storia d'amore clandestina fra il condottiero Pier Maria II de' Rossi, che ne ordinò la costruzione, e  la nobildonna Bianca Pellegrini, è uno dei castelli più rappresentativi e meglio consevati dell'Emilia Romagna. Fatto costruire fra il 1448 ed il 1460 deve il suo nome, in origine Torciara, al torchio del vino,  per raccontare la zona sulla quale si erge maestoso, allora come ora, ricca di vigneti. 


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